Finisterre

Sinossi

Finisterre è un “romanzo-documento distopico” in cui la tragedia geopolitica viene filtrata attraverso una lente che de-umanizza i carnefici per restituire, solo attraverso il dolore fisico, l’umanità alle vittime.

Il romanzo segue tre linee narrative principali che convergono verso l’apocalisse finale in Karak.

  1. La prospettiva umanitaria e militare: Abdel Razaq, comandante del Fronte di Liberazione Islamico, guida un’offensiva brutale contro Aden, massacrando civili e distruggendo campi profughi per forzare l’intervento occidentale. Caroline Castleford, rappresentante UNHCR, vive questa tragedia attraverso una lente di distacco emotivo e dipendenza da Lexotan, consapevole che gli aiuti umanitari sono ormai solo uno strumento della diplomazia di potenza.
  2. L’indagine giornalistica e mistica: Richard Hardwick, reporter della BBC, tenta di documentare il disfacimento dell’umanità per la sua serie “Tropico del Cancro”. La sua “gallina dalle uova d’oro” è Babakàr, un pastore che promette miracoli e gestisce il traffico d’armi del governo, vivendo nel lusso mentre la sua gente muore di colera e bombardamenti.
  3. Il tavolo del potere: A Parigi, il Presidente La Marche e il Ministro Ballard orchestrano la caduta del Karak. Quando Caroline Castleford, in un ultimo atto di ribellione, invia a Hardwick documenti riservati che provano la complicità occidentale nei crimini di guerra, la Francia accelera la soluzione finale e la distruzione nucleare.

Il finale vede l’annientamento fisico dei testimoni (Hardwick e Babakàr muoiono sotto le bombe) e l’ascesa dei cinici: il comandante ribelle Abdel Razaq diventa il nuovo leader “democratico” sotto l’egida francese, mentre Charles Rappoport, ex funzionario ONU, viene nominato Segretario Generale. 

L’opera si chiude con l’immagine brutale di scarafaggi e vermi che banchettano tra le macerie del Karak, proprio mentre a Parigi si brinda alla prosperità della ricostruzione.

Stile

Lo stile di Finisterre è caratterizzato da un realismo crudo e clinico, che alterna il distacco burocratico delle minute ONU alla visceralità del deserto e del sangue. L’autore utilizza una narrazione corale che de-umanizza spesso i personaggi, riflettendo la loro stessa desensibilizzazione (come nei capitoli dedicati ai meccanismi di difesa di Caroline). Un tratto distintivo è l’uso di dispacci in seconda persona, che costringono il lettore a immedesimarsi nell’esperienza senza scampo del profugo, creando un contrasto stridente con i toni vanesi e cinici dei potenti a Parigi. Un’altra caratteristica peculiare del romanzo è l’utilizzo delle note a margine, che seguendo lo stile di David Foster Wallace restituiscono una visione approfondita e insieme sarcastica delle procedure dell’UNHCR.

Note biografiche

Martino Costa, milanese, classe 1974, si è laureato in filosofia e successivamente si è specializzato in antropologia culturale applicata. Ha studiato violoncello e composizione al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano. Dopo aver completato un master in gestione dei progetti di sviluppo dal 2003 lavora come operatore umanitario in diversi paesi e in altrettanti teatri di guerra del mondo: Darfur, Sri Lanka, Gaza, Sud Sudan, Uganda, Siria, Pakistan, Libano, Iraq. Nel 2018 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio “Omar” con Bietti edizioni. Nel 2020 il suo romanzo Trash (Pessime idee edizioni – aprile 2021) è stato finalista della 33ª edizione del premio letterario Italo Calvino, e nel 2024 è stato finalista del Premio Letterario Giuseppe di Vittorio (CGIL – IRESS). Ha pubblicato il racconto “Con quanto fiato hai in corpo, Jimmy-boy!” per la rivista BLAM, “Canto di Natale” per la rivista “Quarta corda” e il suo racconto breve “L’ottava sera” è stato vincitore del contest “Romanzo breve anzi brevissimo”, della WOM edizioni, ed è stato pubblicato nel febbraio 2022. Nel 2024, il suo racconto “Una balia” è stato finalista del concorso SHORTS, della casa editrice Galileo. Il suo romanzo inedito “Finisterre” (con il titolo “Cosmic Debris”) è stato finalista del Premio Neo Edizioni 2025. 

Attualmente vive ad Amman con la moglie Frosse e la figlia Valentina Mariam.

Invia il form per richiedere il testo completo dell'opera