Il bagliore

Flavio Pintarelli

Sinossi

Una mattina d’estate ben più calda della media, lo sguardo del protagonista, copywriter trentenne che vive a Bolzano, viene attratto da un bagliore che gli sembra alieno e che accende una luce nella sua testa. Scoprirà essere il riflesso del sole sulla superficie del Rifugio Passo Santner, un monolite di nuova costruzione, ultrafunzionale e dall’aspetto hi tech, e sarà la chiave di lettura attraverso cui iniziare il suo viaggio alla scoperta del cambiamento sociale, economico ma soprattutto climatico che sta attraversando le Alpi, stravolgendo come mai prima d’ora l’immaginario edenico su cui un intero ambito del turismo ha costruito il proprio successo.

Ma quel bagliore è anche l’occasione per aprire una porta nel tempo e permettere al protagonista di tornare alla storia della complicata amicizia con Caio. Nato e cresciuto in un piccolo paese montano del Trentino, della montagna ha scoperto e vissuto sulla propria pelle il lato oscuro, quello che non appare nella reclame per i turisti e nei racconti degli appassionati di escursionismo. Un volto fatto di violenza, segreti e sfruttamento che alla fine, inesorabilmente, porta alle peggiori conseguenze possibili. Com’è scomparso Caio? E perché proprio lui? Quali ombre ha scoperto quando sul suo Alto Adige ha iniziato a prendere regno il buio?

In quest’innovativa opera di theory fiction, l’autore guida il lettore attraverso una serie di link tematici che raccontano la storia delle Alpi come non era mai stato fatto prima. In che modo le correnti artistiche pittoresca e romantica hanno dato vita all’immaginario alpino? E come l’hanno modellato i Bergfilme? Che ruolo hanno svolto l’architettura e le infrastrutture nella terraformazione delle Alpi? Come sono nati i rifugi? E qual è, oggi, l’impatto dell’overtourism sulle Dolomiti e le popolazioni locali? Fondendo racconto e narrative nonfiction, l’autore mette a fuoco con precisione e ironia la natura della nostra relazione con la montagna.

Accostando con sorprendente lucidità i quadri di John Constable e il videogame Death Stranding, gli effetti del cambiamento climatico sulla neve e le teorie di Timothy Morton sugli hyperobjects, i movimenti di opposizione alle imminenti Olimpiadi di MilanoCortina 2026 e la pratica dell’urbex, la brandizzazione del paesaggio montano e i film di 007 e dei fratelli Vanzina, l’autore ridisegna tutto ciò che pensavamo di sapere sulle Alpi. E ci spinge a interrogarci sul presente e, soprattutto, sul futuro. Che cosa sarà, domani, a riflettere i raggi del sole? La neve e i ghiacciai, o una foresta di edifici ipermoderni forse disabitati?

Stile

L’autore adotta uno stile ibrido, articolato su più registri: dalla prosa narrativa, ora asciutta ora con aperture liriche, ricca di dialoghi e sovente ironica, a segmenti saggistici di taglio divulgativo, fino a passaggi teorici più tecnici e articolati. La lingua controllata riesce a bilanciare la natura speculativa del testo e i dispositivi narrativi tipici del romanzo in un andamento composito che fonde racconto, analisi e argomentazione. Il testo si sviluppa così all’intersezione tra racconto d’invenzione e non fiction, senza rinunciare all’autonomia di nessuna delle due dimensioni ma, anzi, facendo sì che si rinforzino reciprocamente illuminando i temi trattati da prospettive diverse e originali.

Note biografiche

Flavio Pintarelli è uno scrittore e un consulente strategico di marketing e comunicazione. Si occupa di cultura critica, digitale e visiva. Ha scritto reportage, saggi e racconti per Internazionale, Domus, Not, Il Tascabile, Ultimo Uomo, Prismo, The Towner, Domani, Ludica, Singola, Manarot, La Foresta e altre riviste. Ha pubblicato due saggi: Su Facebook (:duepunti, 2013) e Stupidi giocattoli di legno (Agenzia X, 2014); una raccolta di racconti: Cronache della Metropoli (Ledizioni, 2019); un romanzo: Il velo (alphabeta, 2023); e partecipato a diverse antologie e raccolte di saggi.

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