Inventario di quel che resta dopo che una foresta brucia

Michele Ruol

Sinossi

C’è una casa vuota: i suoi inquilini se ne sono andati. Come in un inventario, la narrazione ripercorre la storia degli oggetti rimasti, di pari passo con le vicende della famiglia che ci abitava. Dall’ingresso fino all’auto in garage, esploriamo la casa dove abitavano Madre e Padre, Maggiore e Minore. I due figli sono morti: è la prima informazione che scopriamo con 1. cornice in argento, 15 x 22 cm. 

Ogni oggetto aggiunge un piccolo pezzo al racconto che procede, quindi, in modo frammentario: la 11. lavastoviglie da incasso racconta di quando Madre e Padre stavano arredando casa, i progetti, le ambizioni, il futuro ancora da esplorare; 38. natura morta con triglie, autore sconosciuto ci porta a quando Madre se ne va perché tutto le ricorda i suoi figli, quando aveva sperato che bastasse allontanarsi dalla casa per riuscire a respirare.

La presenza di Maggiore e Minore rimane in ogni angolo dell’abitazione: 26. borraccia Giò Style Safari 1000, il ricordo di un Ferragosto in vacanza; 60. mattone, le litigate per una bocciatura annunciata; 28. sogno generato dal volo di un’ape, poster incorniciato, le feste organizzate di nascosto dai genitori. Un interno con miniature che conduce il lettore al cuore più limpido di un’intera vita di coppia, usando come lente d’ingrandimento i vent’anni successivi alla scomparsa di Maggiore e Minore. Padre si dedica in maniera ossessiva al lavoro, fino a crollare; Madre non riesce più a uscire di casa, e cerca negli oggetti rimasti tracce vitali dei figli. Ossessionata dalla perdita, Madre arriva a chattare con una ragazza, fingendosi Minore, in un disperato tentativo di sentirlo ancora vivo. Si costruisce così un’assurda relazione epistolare, che la porterà a scoprire quanto profondo fosse il legame che univa il figlio a quella ragazza (56. cactus; 91. clessidra). Grazie a un amico di Maggiore, i genitori intrecciano pezzi di vita del figlio con l’enorme incendio che aveva lambito la città proprio nella notte della loro morte (74. stradario, pagine 56-57).

Madre e Padre passano insieme anni di disperazione, di vuoto, lunghi periodi in cui si proteggono dal resto del mondo isolandosi. Attraversano – con tempi e modalità differenti – varie fasi nell’elaborazione del lutto. Nel tempo, si allontanano tra di loro, si evitano, si cercano, si supportano. L’equilibrio precario su cui si fondava il loro rapporto, l’idea stessa che avevano dei propri figli e del futuro della loro famiglia: tutto è andato perso e va ricostruito, rinegoziato, immaginato da capo.

Un tassello alla volta, si arriva anche a capire cosa sia successo ai ragazzi, il mistero dietro la loro morte: 41. orologio swatch chrono ci racconta dell’incidente stradale in cui i due fratelli hanno perso la vita. Scopriamo che a guidare era Minore, senza patente, e che in quell’auto era presente anche un terzo ragazzo, che sopravviverà ma sarà condannato a uno stato vegetativo permanente (30. casco da sci). Emergono i risvolti legali e assicurativi che travolgono la vita di Madre e Padre, motivo per cui hanno lasciato la casa.

Come si sopravvive al dolore?

Il dolore non si può cancellare, ma si può – con fatica – provare a trasformarlo.

Ecco quindi che i capitoli finali aprono a una rinascita. Non si tratta di un obiettivo da raggiungere per i due genitori, ma di un qualcosa di inevitabile che accade contro la loro volontà: la vita non si riesce a fermare, inesorabilmente trova nuove vie – come il bosco che rinasce dopo un incendio.

Stile

Attraverso un inventario di oggetti che conservano memoria, l’autore svela con intensità crescente la reazione di Padre e Madre al lutto, le vite non viste di Minore e Maggiore, gli aspetti più ignoti dell’incidente. E lo fa con una prosa essenziale e potente, una sintassi lineare e raffinata, restituendoci immagini che si insinuano e restano molto oltre la lettura.

Note biografiche

Michele Ruol (Chicago, 1986) è medico e drammaturgo (premio Hystrio Scritture di Scena 2018).

Ha pubblicato racconti nelle raccolte “Il veneto del futuro” (Marsilio), “Giovani Cosmetici” (Sartorio), “L’amore ai tempi dell’Apocalisse” (Galaad), e sulle riviste letterarie Inutile ed Effe – Periodico di Altre Narratività. Il testo “Betulla”, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano per il podcast “Abbecedario del mondo nuovo”, è stato pubblicato nel libro omonimo edito da Il Saggiatore.

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