La voglia di dormire

Giovanni Accardo

Sinossi

È possibile che una vita comune, sicura, ordinaria fino a diventare banale, venga travolta da una spirale di negatività capace di trascinare nel baratro tutti i membri di una famiglia? 

È proprio quello che succede al protagonista del romanzo La voglia di dormire, scritto da Giovanni Accardo: Aldo è un insegnante che alla soglia dei 40 anni si ritrova in una condizione di totale precarietà esistenziale e lavorativa, che si ripercuote gravemente sul suo matrimonio e sul rapporto con la figlia di 5 anni, Chiara. 

A causa dei litigi, delle incomprensioni e dei tradimenti, la moglie Marta pretende la separazione, ma lui per tutta risposta la colpisce con un pugno in fronte: è una reazione aggressiva e spropositata, una esplosione di violenza incontrollata mai manifestata prima. Aldo è il primo a esserne stupefatto, come se di colpo si fosse rivelato estraneo al suo corpo e incapace di controllarlo. In poco tempo questa impressione degrada in una vera e propria condizione patologica, a cui si sommano la frustrazione e l’angoscia per quanto fatto alla moglie, e per lui diventa impossibile riconoscere le più basilari regole del mondo e confrontarsi con esse. E infatti, cerca di aggrapparsi a quello che è chiaramente un appiglio insicuro: instaura una assurda relazione con la vicina di casa 22enne, Giulia, dopo averla soccorsa una notte durante una crisi psicotica. La loro è una amicizia turbolenta che  diventa sempre più ossessiva e claustrofobica, e alla quale Aldo tenta ripetutamente di sottrarsi.

Nel giro di pochi mesi Aldo si ritrova senza famiglia, senza lavoro, anche senza casa. È solo, circondato da falsi punti di riferimento che lo inducono a cercare soluzioni improbabili. Ma il momento peggiore deve ancora arrivare: improvvisamente, Marta muore per la rottura di un aneurisma cerebrale. Aldo deve assumersi la responsabilità della figlia in un momento in cui non ne è assolutamente capace: stremato dal dolore e dal senso di colpa, l’uomo precipita in una solitudine insonne e visionaria che lo paralizza. Ormai senza nessuna difesa psicologica, cede alla tentazione di andare a letto con Giulia e si ritrova costretto dalle sue esasperanti richieste. Per liberarsi di lei la soffoca con un cuscino ma non riesce a ucciderla: lei lo denuncia e Aldo viene arrestato per 48 ore, tuttavia convince il GIP della sua innocenza, scaricando tutte le colpe sulla instabilità mentale della ragazza. 

A un passo dal perdere tutto, ad Aldo viene offerta una seconda possibilità: ottiene una cattedra come supplente e incontra Claudia, una collega di cui si innamora e che lo spinge a curare il suo malessere, soprattutto per la figlia. Aldo inizia un percorso di psicoterapia per riportare la luce nella sua vita e in quella della piccola Chiara, anche se deve continuare a combattere le ombre che ancora lo accompagnano.   

Stile

La scrittura di Accardo, volutamente quieta e lineare, rende l’effetto di normalizzare la progressiva perdita dei valori del protagonista. È un modo raffinato per porre una questione fondamentale: sottovoce, l’autore sta forse insinuando che ogni uomo può diventare Aldo?

Note biografiche

Giovanni Accardo è nato in Sicilia e vive a Bolzano, dove insegna in un liceo e dirige una scuola di scrittura creativa. Suoi racconti, articoli e saggi critici sono apparsi su riviste e antologie (Studi Novecenteschi, Fata Morgana, Forum Italicum, Tempo Presente, Il Cristallo, Micromega, Avanguardia). Ha pubblicato il romanzo Un anno di corsa (Sironi Editore, 2006), Un’altra scuola. Diario verosimile di un anno scolastico (Ediesse, 2015, prefazione di Eraldo Affinati), Il diavolo d’estate (Ronzani Editore, 2019). Ha curato il volume di Alexander Langer e Alessandro Leogrande Dialogo sull’Albania (Edizioni alpha beta Verlag 2019, prefazione di Goffredo Fofi). Il suo ultimo romanzo, scritto con Mauro De Pascalis, è Solo tredici chilometri (Edizioni alpha beta Verlag 2020), di cui sono stati opzionati i diritti per una serie televisiva.

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