
Graham Jennings, critico cinematografico, si risveglia in un’auto nel deserto dopo una notte di festeggiamenti. Sui sedili, un gruppo di cineasti conosciuti la sera prima giace esanime. Quando si allontana in cerca di aiuto, vede l’auto ripartire: i suoi compagni non erano morti, stavano dormendo. Graham raggiunge Welcome, una piccola cittadina, dove tenta di chiedere soccorso. Anche qui i dispositivi elettronici non funzionano e gli abitanti sono immersi in un sonno innaturale. È allora che comprende di essere diventato una singolarità capace di spegnere ogni essere vivente, scaricare rapidamente le batterie e creare interferenze alla rete elettrica nel raggio di centinaia di metri.
Graham si rifugia ai margini della città e sopravvive per mesi introducendosi di notte nelle case degli abitanti per procurarsi cibo e provviste. A Welcome qualcuno comincia ad accorgersi dei furti e la vicesceriffo Jane Franco avvia un’indagine che rende sempre più rischiose le incursioni di Graham. A tormentarlo si aggiungono sogni ricorrenti, frammenti di una vita parallela in cui vive una relazione con una donna misteriosa. Un giorno, un adolescente attraversa il limite del suo raggio d’azione e rimane ferito cadendo dalla moto. Graham lo soccorre e gli lascia un biglietto. Nasce così un contatto indiretto che diventa un sistema di scambio: Jonas rifornisce Graham di beni essenziali in cambio dei serpenti che lui cattura nel deserto grazie alla singolarità.
Il rapporto con Jonas permette a Graham di ridurre le visite, ma non cancella il legame che ha sviluppato con Welcome. Pur senza incontrarne davvero gli abitanti, ha imparato a conoscerli, a riconoscerne le abitudini, fino a sentirli vicini. Per la prima volta rispetto alla sua vita precedente, si scopre meno solo. Per questo inizia a cronometrare le incursioni, sospeso tra il bisogno di rubare frammenti di normalità e la necessità di restare nell’ombra. Trova inoltre conforto nella cabina di proiezione del Majestic, un drive-in abbandonato che conserva i fantasmi dei film che un tempo erano stati la sua vita. Quando però un convoglio attraversa il suo perimetro senza subirne gli effetti, Graham capisce che la singolarità si sta indebolendo e, invece di sentirsi sollevato, vacilla: se la sua condizione scompare, cosa resta di lui?
Quando un nuovo convoglio entra nel perimetro, Graham vede una donna inseguita da uomini armati; interviene d’istinto, neutralizzando gli aggressori e salvandola. Si tratta di Jane Franco. Non sapendo dove portarla, la conduce a casa di Jonas e lascia al ragazzo un biglietto chiedendogli di prendersene cura, senza accorgersi di essere stato visto da uno dei criminali. Il punto di vista si sposta allora su Sara, la madre di Jonas. Apprendiamo che Sara e Jane sono amiche d’infanzia e che Jane, insospettita da una conversazione origliata dietro la porta dell’ufficio dello sceriffo Anderson, ha seguito lo sceriffo nel deserto, imbattendosi nel convoglio di Pete, il trafficante che controlla i traffici della zona, per poi farsi catturare. Poco dopo, Anderson si presenta a casa di Sara per chiedere di Jane, lasciando intendere che sono tutti in pericolo. Sara mente su Jane e lo congeda. Simon, suocero di Sara, raggiunge lo sceriffo per consultarlo in privato e capire cosa stia succedendo. Al suo ritorno, avverte la famiglia: Anderson è stato ucciso.
Subito dopo, alcune auto circondano la casa. Gli uomini di Pete pretendono che Jane venga consegnata. La sparatoria che segue è un massacro: muoiono Simon, Sara, Jonas e Jane stessa. Graham assiste impotente all’eccidio e tenta di intervenire, ma il suo potere sembra ormai svanito. Un dolore lancinante lo attraversa e sviene. Si risveglia nel punto di partenza: l’auto nel deserto. Questa volta, però, anche gli altri sono coscienti. Graham conserva i ricordi di quanto è accaduto, ma il tempo sembra essersi riavvolto, riportando ogni cosa alla normalità. Mentre i compagni insistono per rifornirsi di benzina e andarsene, lui decide di restare a Welcome.
Convinto che l’anomalia sia scomparsa, Graham abbraccia la possibilità di una vita normale e si innamora di Jane Franco. Ignora gli indizi che suggeriscono il ritorno della singolarità, si dedica alla scrittura del libro che rimandava da tempo e comincia a toccare con mano le storie della cittadina, compresa quella del Majestic. Tutto precipita quando Jane finisce per origliare in ufficio la stessa conversazione ascoltata nella precedente linea temporale. Scopriamo così che, tempo prima, l’agente Reyes, l’ex vicesceriffo, è stato corrotto da Pete per assicurare ai suoi convogli un passaggio sicuro lungo il confine. Ora Pete tiene in ostaggio la sua famiglia e pretende che Reyes corrompa a sua volta Anderson, così da garantirsi una nuova via.
Jane torna a casa e ne parla con Graham. Lui la invita a non fare nulla e, con i ricordi della vita precedente che si fanno sempre più annebbiati, le ribadisce la propria diffidenza verso lo sceriffo. Ottiene però l’effetto opposto: Jane sembra ancora più determinata a indagare. Poco dopo, sopraffatta dalla stanchezza, si addormenta. Graham, uscito per schiarirsi le idee, scopre che stava fingendo: Jane è salita in auto ed è partita per raggiungere Anderson. Ancora una volta, viene catturata dagli uomini di Pete. Graham si lancia all’inseguimento armato di una spranga, senza avere un piano. Li raggiunge di soppiatto, ma proprio mentre sta per colpire, i criminali crollano a terra: la singolarità è tornata del tutto.
Graham lega gli uomini e lascia un biglietto a Jane in cui confessa la propria resa: ha deciso di allontanarsi prima di dimenticarla, scrive, sperando che almeno lei, la prossima volta, riesca a ricordarsi di lui. La singolarità di Jennings racconta così il paradosso di un uomo che, escluso dal mondo, scopre il desiderio di farne parte. Il percorso di uno spettatore che tenta finalmente di entrare nella realtà, ma che si scontra con una verità crudele: non tutto può essere compreso, previsto o salvato.
La singolarità di Jennings innesta il fantastico dentro un impianto narrativo teso e concreto. La storia prende a piene mani dall’immaginario del cinema, sia nella costruzione delle atmosfere sia nel modo in cui lavora sulla composizione delle scene.
A questo elemento visionario fa da contrappunto una prosa scarna, realista, priva di enfasi, che evita l’effetto lirico e lascia emergere l’inquietudine dai gesti, dai luoghi e dalle conseguenze materiali degli eventi.
Il punto di vista resta principalmente legato a Graham Jennings, ma si sposta a tratti anche sui personaggi della cittadina di Welcome, costruendo attorno al protagonista una narrazione corale, agile e capace di ampliare progressivamente il campo della vicenda.
Il risultato è un racconto di genere ibrido, sospeso tra thriller, fantascienza esistenziale e noir surreale, in cui l’assurdo non viene spiegato ma trattato come un fatto concreto, capace di alterare radicalmente la vita dei personaggi.
Claudio Falconi è nato a Milano, classe 1970. Si è diplomato alla Scuola del Cinema di Milano. Lavora come supervisore agli effetti visivi per film e serie tv. È sempre stato un vorace lettore e un grande appassionato di cinema. In entrambi i casi si è sempre considerato onnivoro, leggendo e guardando di tutto. Come dice uno dei suoi personaggi: «Più film guarderai nella vita, più fatica farai a trovarne che ti piacciono veramente, ma guardare film di tutti i generi, ogni tipo di film, è l’unico modo che ho trovato per scovare quelli che davvero mi piacciono». Pensa che lo stesso principio si possa applicare anche alla letteratura.
Le singolarità di Jennings è il suo primo romanzo.