Panterica

Giacomo Micheletti

Sinossi

Alla fine del 1989, tra Natale e Capodanno, una pantera nera viene avvistata a Tor San Giovanni, periferia nord-est di Roma. Accorrono poliziotti e carabinieri: non riescono a catturarla. Nei mesi successivi si registrano altri avvistamenti: tra Rieti e Viterbo, a Subiaco, ad Ancona, e poi più su, nelle campagne lombarde, fino ad Abbiategrasso.

Panterica è una sorta di “diario di caccia” dedicato al fenomeno degli avvistamenti di pantere nere in Italia, prima e dopo il 1989. Ibridando le forme della cronaca giornalistica, del reportage e della digressione erudita (più in generale: contaminando la ricostruzione documentaria con il gusto della pura invenzione) i suoi quattro capitoli o “movimenti” disegnano un tentativo di avvicinamento al mistero rappresentato dal grande felide nero. Un’indagine che, dalla mitologia antica alla leggenda contemporanea, insegue l’utopico punto di incontro fra l’apparizione della pantera e il suo fragile simulacro di parole e fotografie sgranate. Il racconto, che è anche una riflessione su quella riserva di meraviglioso sempre pronta a invadere la percezione dello stinto paesaggio quotidiano, è una compromissione della ricerca nel suo stesso oggetto, la scoperta in prima persona degli invisibili nessi che collegano lo stare al mondo con il bisogno innato di scambiarsi storie sulle sue apparenze.

 

Così, girovagando sul crinale che (non) separa realtà e finzione, verosimile e improbabile, presenza e assenza, la parola dell’autore, in un primo momento credutosi predatore dell’imprendibile felino, non può che scoprirsi ennesima preda del suo richiamo profumato.

Stile

Panterica si caratterizza per una scrittura in equilibrio tra cronaca, saggismo divulgativo e diarismo, con una fitta rete di richiami interni che compone una sorta di vocabolario/frasario ricorrente, alla ricerca di una lingua evocativa adatta a trattare di ciò che, come i fantasmi, soltanto vive nell’intervallo tra ciò che c’è e ciò che non c’è, tra percezione e miraggio. La vicenda, così come è dato inferire dai riferimenti cronologici intratestuali, copre un arco di circa due anni, ma la costruzione testuale mira piuttosto a instillare il senso di una temporalità immobile: a suggerire come le storie panteriche, al pari di tutti i miti, si diffondano e si perpetuino in un habitat verbale sottratto al comune scorrere del tempo.

Note biografiche

Giacomo Micheletti è nato a Firenze nel 1991 e cresciuto in provincia di Bergamo, attualmente vive a Torino. Nel 2019 ha conseguito un dottorato in Filologia moderna presso l’università di Pavia, dove ha svolto anche attività di ricerca. In qualità di assegnista e docente ha collaborato anche con le università del Piemonte Orientale e, in ultimo, Milano-Bicocca. Le sue ricerche riguardano soprattutto la lingua della narrativa italiana contemporanea, la traduzione, le intersezioni tra psicopatologia e cultura letteraria. Scrive di narrativa, fumetti e musica per le riviste culturali “La Balena Bianca” e “Doppiozero”.

Panterica Avvistamenti e cronache del grande felide nero

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