Spiriti dai margini

Ilaria Petrarca

Sinossi

La narrazione ha inizio quando la protagonista, Anna, ragazza che vive quotidianamente il dramma di un corpo che non riesce ad accettare, viene invitata dall’amico Domenico, innamorato di lei fin da quando erano bambini, a farsi ritrarre da un misterioso amico della famiglia del ragazzo, l’artista indonesiano Dangdut: il pittore è in grado di cogliere l’essenza dell’emozione provata dal soggetto che dipinge e, quando la riproduce nel quadro, la cattura all’interno. Da quel momento Anna tiene a distanza Domenico, che si rivela una persona incapace di accettare qualsiasi rifiuto, sia dalla donna a cui è interessato, sia dal padre: è così incentrato su sé stesso da interpretare in maniera scorretta ogni segnale esterno, recepisce le critiche come un accesso di invidia nei suoi confronti. Decide di dedicare tutta la sua vita a riconquistare la stima della sua amica di infanzia, dando così inizio a una ricerca lunga trentasei anni che si dipana dal 1989 fino al 2025. Domenico a Berlino incontra Dandgut e scopre la magia della sua arte: l’anima di chi è stato ritratto rimane intrappolata nella tela e può essere liberata solo tramite una precisa incisione, perché dalla sua integrità dipende l’incolumità della persona.

Torna in Italia per i funerali del padre e da quel momento inizia a pedinare Anna, per spiegarle che è vittima di un maleficio e metterla in salvo, ma lei non gli crede. Scopre così che qualcuno le ha sottratto il quadro e inizia ad acquistare tutte le opere d’arte in circolazione dell’indonesiano, ma senza riuscire a trovare quella di Anna. Taglia la tela di ogni dipinto acquisito e le anime liberate infestano il suo attico: sono degli spiriti umanoidi irrazionali, che vivono in tutta la loro pienezza lo stato d’animo dei soggetti al momento del ritratto; da quando lo hanno infestato, l’attico somiglia alla stanza comune di un reparto psichiatrico, ma Domenico non ha idea di come liberarsi di loro, nemmeno quando, a sua insaputa, compare anche Elga, lo spirito di Anna. Dopo varie indagini capisce che Dangdut ha fatto coniare degli NFT con cui preservare l’unicità dei soggetti nel mondo virtuale. Per agevolare la sua ricerca assume Savio, un romano affetto da rinolalia che finge di essere un digital art buyer, ma che in realtà sogna di racimolare abbastanza soldi per produrre una app di comunicazione empatica. Savio è un adulto che non è mai uscito dall’infanzia: vive ancora con i genitori, la madre sbriga per lui ogni faccenda, non ha un lavoro che lo rende indipendente. È incapace di instaurare qualsiasi relazione con il mondo esterno, con cui entra in contatto solo tramite una serie di filtri da lui stesso imposti: è per questo che si esprime in una lingua assurda, ed è sempre per lo stesso motivo che si concentra sulla realtà virtuale e sulla possibilità di sviluppare un metaverso.

Quando Savio scopre che Domenico non intende pagarlo, però, gli ruba il dipinto originale di Anna e lo ricatta; poi pentito si reca a casa sua per restituirglielo e incontra Elga. Grazie a lei ricorda di essere stato ritratto da Dangdut quando era bambino e si scontra con la sua versione fantastica. Domenico convince Savio ad archiviare tutti gli NFT in una blockchain remota e non accessibile, liberando di fatto gli spiriti che scompaiono. Nel frattempo Anna ha conosciuto Elga e riesce a ricomporre la sua sfera emotiva. Il rapporto tra lei e Domenico è definitivamente rovinato e dell’affetto che provavano l’uno per l’altra non è rimasto più nulla. L’unico ad avere ancora una speranza di redenzione è Savio: nell’ultima scena del testo, incontra la sua amante virtuale e decide di conoscerla nella vita reale senza più vergognarsi della sua voce nasale.

Stile

Il romanzo Spiriti dai margini sfrutta la tecnica del montaggio alternato per saltare da una dimensione a un’altra, non solo temporale ma anche metafisica. La prima linea narrativa è ambientata nel 1989, la seconda nel 2025 e in quest’ultima si intrecciano le voci di Domenico, Savio ed Elga. Grazie a una narrazione dai tratti fantastici e misteriosi, Petrarca riesce a far emergere alcune delle grandi questioni della società contemporanea: l’ossessione maschile verso il possesso femminile, impersonificata dalla resistenza di Domenico ad accettare il rifiuto di Anna, che si tramuta in un pedinamento ostinato che mette in crisi la donna, anche perché non viene aiutata da nessuno; l’impossibilità di diventare realmente adulti e indipendenti, sia da un punto di vista economico ma soprattutto piscologico, esplicitata dal personaggio di Savio, un trentenne capace di relazionarsi con gli altri solo tramite dei filtri. Quest’ultima tematica può essere considerata il filo conduttore di tutta la storia, che descrive in maniera efficace l’ipersensibilità di alcune persone incapaci di accettare il mondo per quello che è e la conseguente necessità di creare una realtà a propria misura. È quello che si ripete spesso Savio, quando tra sé e sé ammette che questa vita non fa per lui.

Note biografiche

Ilaria Petrarca (Roma, 1983) è autrice di racconti editi e di romanzi inediti. Nel 2021 ha curato un’antologia di racconti sul quartiere romano di Monteverde. Nel 2023 ha vinto il Premio “Dante Arfelli – opera prima”, è stata tra i finalisti del premio letterario “Petrarca.fiv” e ha avviato la collaborazione con la rivista culturale “Altri Animali”.

Spiriti dai margini

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