Tra le belve, i santi

Alessandro Andrei

Sinossi

Nella vita di Enea non c’è mai stato spazio per la felicità, e tantomeno per l’amore. Non lo ha mai provato per sua madre Maria, con le sue stranezze e la tendenza ad affidarsi a qualsiasi inquietante credo religioso trovasse, né per suo fratello Filippo, che col suo carattere irruento ha sempre rappresentato un problema di cui occuparsi. L’unica persona che Enea osservava con gli occhi trepidanti era suo padre Ercole, anche se tutti, dentro e fuori quella casa fatiscente nel cuore della provincia emiliana, gli consigliavano di cercare un altro esempio. Ha continuato ad ammirarlo anche quando l’hotel è fallito ed Ercole ha iniziato a lavorare altrove, abbandonando la famiglia alla miseria. Lo ha giustificato perfino per non essere tornato ad assistere il fratello dopo l’overdose da farmaci, gli stessi che Maria prendeva in occasione di strani rituali nel bosco.

Enea ha fatto di tutto per convincersi che il tempo trascorso lontano dal Paese, a Roma, il padre lo occupasse lavorando per loro, per assicurargli un futuro. Invece, durante i due anni trascorsi in comunità, il padre ha mancato ogni visita, dimostrando anche a Enea la sua vera natura: nei momenti di bisogno Ercole non è mai tornato e quando lo ha fatto è stato solo per creare altri disastri, fino al più terribile, quello che avrebbe segnato per sempre la vita dei due figli.

Dopo l’omicidio della madre e del suo nuovo compagno, e con il conseguente arresto del padre, Enea e suo fratello Filippo restano di nuovo soli, entrambi paralizzati di fronte a un precipizio da cui sanno che sarà impossibile risalire. Filippo sceglie di soffocare i traumi della sua infanzia e della sua adolescenza nella tossicodipendenza, una compagna che lo seguirà per tutta la vita. Enea, invece, si mette alla ricerca di un legame con il padre, con il passato, di una traccia che lo aiuti a ottenere almeno una spiegazione. La trova nell’auto dell’uomo, un nome appuntato su un’agenda, Giulio Sorrenti, il misterioso datore di quel lavoro romano per cui Ercole non poteva mai allontanarsi dalla capitale, un ex palazzinaro che vuole fare il salto di qualità e candidarsi come sindaco di Ostia.

Enea si mette in contatto con lui e scopre che è un essere subdolo, disposto a passare sopra a chiunque pur di ottenere quello che vuole e, almeno in questo, somiglia molto a lui. Il giovane lavora prima come amministratore dei cantieri edili di Sorrenti poi, con il passaggio in politica, ne cura la comunicazione. In questo modo conosce anche Regina, storica segretaria di Sorrenti che scoprirà essere stata compagna di Ercole. È una donna sola, madre di una figlia che non ha mai conosciuto il padre, e tra di loro si instaura un rapporto che va al di là dell’amicizia. È come se Enea volesse vivere nei panni del padre che ha amato, non nel tentativo di sciogliere il nodo in cui lui stesso è rimasto imprigionato, ma solo per portarlo alle estreme conseguenze.

L’occasione arriva più di dieci anni dopo dal suo arrivo a Roma: un operaio rumeno muore in uno dei cantieri di Sorrenti e l’aspirante sindaco decide di fare sparire il corpo per non compromettere la sua ascesa in politica. A occuparsi di tutto è proprio Enea, che però ha ben chiaro il suo vero obiettivo: a guidare la sua mente corrosa dalla mancanza di affetto e punti di riferimento c’è una esigenza disperata di dare ordine alle cose, ma solo per distruggerle.

Nello stesso periodo, arriva anche la notizia della scarcerazione del padre e, allora, tutti i nodi vengono al pettine: Enea accompagna Ercole a visitare il loro passato, attraverso il paese in cui tutti conoscono la loro storia, per poi guidarlo verso l’origine di tutto: il vecchio hotel di famiglia, quello che avrebbe dovuto rappresentare la loro rivincita e che, invece, si è dimostrato essere l’ennesima speranza ridotta in cenere. Ercole viene spinto all’interno da Enea con una pistola puntata alle spalle, ma non spetta a lui prendere la decisione finale: a scegliere se premere il grilletto sarà l’indomabile Filippo, il tassello mancante di un puzzle perfetto e l’unico in grado di capire il dolore di Enea. Rimane l’ultimo passo: incastrare Sorrenti, far trapelare la morte dell’operaio e rovinare la sua carriera politica, anche a costo di rimetterci in prima persona. Dopo il funerale del fratello morto di overdose, a Enea non resta che trascorrere i suoi giorni in prigione, domandandosi a quale delle due categorie appartiene, quella dei santi o delle belve.

Stile

Attraverso un montaggio temporale alternato l’autore costruisce un dramma famigliare che trae forza da tutti i meccanismi del thriller, a partire da un uso estremamente sapiente dell’atmosfera, in grado di rievocare sia il paesaggio nostalgico della provincia emiliana sia i vicoli bui e i cantieri spettrali di una Roma corrotta, fino al ritmo serrato che, con l’avvicendarsi di frequenti colpi di scena, svela passo dopo passo gli anfratti più oscuri della mente del protagonista. Il tutto al netto di una prosa immaginifica che, con lo slancio autodistruttivo che precede ogni tuffo, buca la superficie per approdare all’ignoto.

 

Note biografiche

Tra le belve, i santi è il terzo romanzo di Alessandro Andrei dopo Radio Etiophia (Les Flaneurs, 2021 e L’albero del Tenerè (Wojtek, 2024). Questa drammatica storia familiare è descritta tramite un montaggio temporale alternato molto serrato, in cui la narrazione salta tra passato e presente, trovando però proprio in questa costruzione la motivazione fondamentale di tutta la storia, perché i dolori di ieri provocano le decisioni dell’oggi. La vita presente di Enea è una continua riproposizione del suo passato: Sorrenti ricorda la violenza di Ercole, così come la disperazione familiare di Regina è simile alla loro. Questi sentimenti negativi sono una parte costituiva di Enea e sono talmente radicati in lui da convincerlo di non meritare un mondo di ordine e pulizia e lo costringono a rivolgersi costantemente verso il buio. Tra le belve, i santi è un romanzo duro ma pieno di delicatezza, spietato ma colmo di speranza, di un desiderio di serenità e di pace: è la scrittura di Andrei a permettere tutto questo e a trascinarci all’interno di una famiglia e di un’anima che, pagina dopo pagina, speriamo non sia la nostra.

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