Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia
TerraRossa Edizioni, 2024
Premio Berto 2024 · Premio Megamark 2024 · Finalista POP 2025 · Cinquina Premio Strega 2025
Michele Ruol, di professione medico anestesista, scrive per il teatro e ha pubblicato racconti sulle riviste letterarie «Inutile» ed «Effe – Periodico di Altre Narratività», oltre che in raccolte a più voci, come L’amore ai tempi dell’apocalisse (Galaad), a cura di Paolo Zardi, e Il Veneto del futuro (Marsilio), a cura di Alessandro Zangrando. Il testo Betulla, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano per il podcast Abbecedario per il mondo nuovo, è stato pubblicato nel libro omonimo edito da Il Saggiatore. Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia è il suo esordio come autore di narrativa.
Il percorso con Crudo
Non è mai facile proporre un esordio. Ancora meno, capire immediatamente il suo valore. Con Michele Ruol è successo esattamente il contrario.
“Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” è stato un romanzo che ha richiamato fin da subito l’attenzione della sua futura editor, Silvia Sirolini, per il potenziale della struttura messa in campo e per l’intuizione drammaturgica che scarnifica i personaggi riducendoli all’essenza primigenia della loro identità formale: chi sono stati per gli altri, chi saranno per noi.
Fin dalla prima pagina, la misteriosa mano dell’io narrante ci guida per i tortuosi corridoi di una pinacoteca della mancanza dove gli oggetti ci permettono di scavare nel fondo del cuore nero da cui muovono le vicende e da cui scaturisce l’interrogazione narrativa.
Come se Spoon River fosse stata scritta da Robbe Grillet, l’opera acquista un suo ritmo da canto di tragedia mentre la prosa cresce di intensità e valore sapienziale, restituendo al lettore una prova matura, cercata da tanti editori fin dai primi giorni di Vetrina di Crudo. Giovanni Turi ha avuto l’istinto e l’incoscienza dei veri editori di ricerca che hanno fatto grande la storia della letteratura italiana nel secolo scorso: ha letto, si è stupito, ha rischiato.
Michele Ruol arriva in libreria ed è un giorno felice per chi ama la scrittura e cerca da un romanzo ciò che conta davvero, una voce inedita che sembra parlarci da sempre.
Intervista di Alex Piovan all’autore Michele Ruol
| Una delle particolarità di “Inventario” è che la struttura narrativa ha origine nello spazio di una casa: la storia si rivela per frammenti evocati dagli oggetti che si trovano nelle varie stanze. Come è nata, questa idea? È stato il punto di partenza o l’hai sviluppata durante la scrittura? È stato il punto di partenza, o meglio l’innesco: spesso quando scrivo parto da delle immagini. In questo caso avevo una storia e mi chiedevo quale fosse il modo giusto per raccontarla: ho immaginato i primi oggetti, ho cominciato a pensarli in uno spazio, e questo ha messo in moto tutta la scrittura. C’è qualcosa che ti ha particolarmente ispirato, mentre scrivevi? Un film, una canzone, un libro… Come fonte di ispirazione penso alle dinamiche domestiche di Revolutionary Road di Richard Yates, alla prosa scarna de Il grande quaderno di Ágota Kristóf, alle atmosfere intime dei Bon Iver e del loro album omonimo. Come hai scoperto Crudo? E perché hai deciso di rivolgertici? Quando ho finito la prima stesura mi sono reso conto che il testo aveva bisogno di uno sguardo esterno per poter crescere. Conoscevo Alessandra Piccoli che lavora in Crudo e mi sono buttato: mi hanno convinto la serietà e la trasparenza con cui hanno impostato il lavoro. Com’è stato lavorare con la editor Silvia Sirolini e con Crudo? È stata una splendida esperienza: Silvia è una editor con un talento incredibile, oltre a una disponibilità e una empatia che permettono di lavorare al testo, mettendolo anche completamente in discussione, con serenità. Con lei si è creata una bella sintonia, e sta continuando a supportarmi con passione. In generale comunque mi sono trovato molto bene con tutto il team di Crudo: un ringraziamento particolare va a Michele Vaccari che con generosità si è prodigato anche in consigli riguardanti le dinamiche del mondo editoriale (scelta della casa editrice, analisi del contratto), andando oltre il puro lavoro di editing. Secondo noi, TerraRossa è la casa editrice perfetta per il tuo romanzo. È scattata subito la scintilla. E il romanzo ha già conquistato moltissimi lettori. C’è qualcosa che vuoi raccontare di questi primi mesi di vita di “Inventario”? Sono assolutamente d’accordo con voi: quello con TerraRossa è stato un reciproco colpo di fulmine. In TerraRossa – e in Giovanni Turi che ne è l’anima – ho trovato un editore indipendente e appassionato, che ha lavorato al testo con trasporto e precisione, e che anche dopo l’uscita lo sta sostenendo in ogni modo. So di essere fortunato. |

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Premio Clara Sereni 2023 · Vincitore Premio letterario Viareggio-Rèpaci 2025

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Candidato Premio Strega 2025

Agenzia Alcatraz (collana Labirinti), 2025
Cinquina finale Premio Fondazione Megamark 2025

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2025 Vincitore Premio Letterario Massarosa · Vincitore Premio Letteratura d'Impresa

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Finalista Premio Calvino 2023

